UTMB / TDS / CCC 2009 il giorno dopo
DANILO
L'onomatopeicasola
Musica Vangelis, quatre, trois, deux, un, via! Raga buon viaggio, attento a quei bastoncini mi sposto cerco di vedere i miei, li vedo ciao urlo, sò che saranno a Les Houches. La folla festante
saluta e fotografa, sulla curva della posta mi trovo di fronte a 100/300 macchine fotografiche emozionante. Finalmente sono partito finalmente ci siamo sento un urlo femminile : Danilo!! è Marì
insieme a lei anche Vincent, amici e compagno di corsa francese. Siamo in centro di Chamonix una marea di gente un serpentone fantastico 2400 trailers che salutano. Raggiungo Gigi, poi mi
affianco a Flavio e proseguo con lui, cerco di non farmi prendere dalla foga. Rumori di scarpe, ancora sull'asfalto secco, poco armonico prima d'entrare nel bosco e sullo sterrato, guardo a dx
vedo un barista con un tavolino e un vassoio con delle birre che le offre ai concorrenti " purtroppo sono dalla parte opposta della strada aimè. Entriamo nel bosco ci superano come se l'arrivo
fosse tra 5 km, sto attento a non aumentare, Flavio è tranquillo, chiacchieriamo, pensiamo che alcuni, forse, stanno andando troppo forte e rischieranno il ritiro. Dopo qualche km si inizia a
decifrare i concorrenti. Quando ti trovi almeno per 200/300m con un trailer o due li osservi e penso: chissà che velleità avranno? Li scruti osservi l'abbigliamento il materiale tecnico le
borracce che sballottano, lo zaino che " sbalenga " ad ogni passo..... che fastidio!! Poi ti passa uno a 100km allora mah.
Primo ristoro mi vengono incontro i miei bimbi, Marta con i bastoncini e Davide che fotografa, un saluto agli amici ciao Monica, Giacomo, Beatrice e un bacio a mia moglie Barbara.
Comincia la prima salita il paf paf delle scarpe si mescola con il tec tec dei bastoni, si sale e la gente iniziano il mantra che finirà solo a gara conclusa: bravoo, superb, bon courage
magnific. Merci merci e il fiato si fa sentire incontro Roberto è madido di sudore, dice: d'avere un caldo bestia rispondo che era partito troppo forte. Proseguo il tec ora si mescola al pfu.
Quasi al col de Vozà e da dietro riconosco Virginia " grande trailer femminile vincitrice di molti trail " nel raggiungerla mi sorgono mille dubbi: sto andando troppo forte?
Eppure anche rallentando leggermente la raggiungo boh allora supero e saluto. Siamo in zona amica dove raccogliamo mirtilli e lamponi per fare le marmellate e dove spesso ci fermiamo per il
pic-nic. Si procede sulla strada sterrata che porta alla Charme, una fattoria che conosco molto bene, soprattutto il fromage du chevre (capra). Sò che la sig.ra sarà sulla porta a salutare "
buonsoire madame". finalmente il plotone si dirada, la strada scende verso Sant Gervais una bella cavalcata, di nuovo zaini e borracce o "bidon" sballottanti.
La mia attrezzatura è perfettamente aderente, per evitare qualsiasi tic toc ho tagliato le fibbie dello zaino a misura ed eliminato varie cinghiette. Sull'ampia discesa tutti che vogliono
arrivare per primi "non so dove?" Un sorpasso costante "papparapappa papparapappa" la musica di Wagner mi entra nella testa, altro che Valchirie!
Lo sterrato paf lascia il posto all'asfalto pac, il vociare della gente a Saint Gervais è dietro l'angolo, il percorso obbligato entusiasma sia noi che gli spettatori e ancora Daniloo vedo Ester
ciaoo si esce dalla zona ristoro guardo il cardiofrequenzimetro è 165bpm noo devo farlo scendere, l'entusiasmo aveva preso possesso di me.
Puf puf mi calmo, siamo all'inizio della salita di 21km ininterrotta fino al Croix du Bonhomme, si fa buio accendo la spot, accendo anche l'altra in vita che m'illumina "non d'immenso" ma i
gioielli, la molla che regola la posizione è rovinata. Calma concentriamoci proseguiamo tra asfalto e sterrato " o meglio bagole di chevre". Clap clap la gente bravoo e c'è la banda del paese.
Una ciucciata dalla camel bach ciuc e scrunc mezza barretta, ah sento il mio nome nell'oscurità sono i miei tifosi, hai la frontale di riserva? No.!. Bene, proseguo " ne ho sempre usato solo
una.. Pac pac e finalmente paf paf siamo a Notre dame de la Gorge, altro posto amico " zona di passaggi in allenamento e vedo il tavolino del pic-nic e ricordo la giornata passata con Pier e
Rita. La salita si fa impegnativa fra poco saremo nella zona che non conosco di tutto il percorso. Fino a Courmayeur incognita.
Ma chi se ne frega, l'unico problema è seguire le balise " segnali " catarinfrangenti, e non è cosa facile soprattutto quando c'è una nebbia che non vedi a 5 metri. La Balme altro ristoro, ingoio
una zuppetta che ve la raccomando.. sento parlare in bresciano è Matteo, uhe ciao tutto bene? Ca.. che schifo sta sbobba ma va giù!
Alé dai, l'aria la nebbia il buio splendido cocktail che porta a sbagliare il sentiero, ritrovato, su e ancora su chissà dove siamo si scende un po' strano l'altimetria dava solo salita. Si
scende ancora un po' ed un po' ancora ma la discesa era dopo la Croix Du Bonhomme, e ancora giù boh probabilmente l'abbiamo passato.
Si ora dopo una bellissima discesa: Chapeaux sono le 01,30 ricomincia l'asfalto in leggera salita pac pac, vedo uno che appena mi avvicino riparte staccandomi, la mia corsa e costante pac pac pac
e lui riparte, dal vedere la sua ombra davanti la luce della sua frontale, ritorna una semplice lucina che si muove. Gli sono sempre più vicino, corro concentrazione e resistenza " due delle tre
parole che mi ripeto di continuo " ( non capirò mai perché in corse lunghe come la fame non si vuole farsi superare a costo di scoppiare ) proseguo pac pac, diventa più ripido, tec tec corro e lo
raggiungo. Altro scatto e lo riraggiungo poi abbandoniamo la strada paf, tec tec e un tornante, due, più o meno trenta vedo un bagliore, poi un'altro, putt... non sarà un temporale spero!
Proseguo, ah il tipo dov'è? Ha abbandonato gli scatti!. Per fortuna i lampi sono solo dei flash. Paf tec arrivo a delle luci nella nebbia fitta, un posto di controllo, bonjour, riparto "
possibile che i francesi non dicono mai buona sera? A droit a droit... poi aggiunge, merci rispondo, ma non si vede un ca..o! Ricomincia la discesa, la nebbia è bestiale si forma un cono d'acqua
nel buio a cercare le lucciole, ma oltre 2/4 mt non va, non vedo altro che erbetta da pascolo, capisco d'essere uscito dal sentiero e ritorno sui miei passi seguito da un paio di colleghi.
Purtroppo, prima di trovare la retta via, sbaglierò più volte. Sul sentiero ritrovato la discesa è costante e finalmente svanisce la nebbia. Inizia un tratto in pianura " riconosco in lontananza
dal video dell'anno scorso il ristoro " il Lac Combal s'avvicina, sotto una tettoia un addetto nel avvicinarsi con la macchinetta rilevatrice del cip, plium, e aggiunge, bonjour c'è un buio della
mad...a che bonjour??!" Ingurgitando la solita minestra arriva Matteo mi guarda, stai mangiando la: "beh, lasciamo perdere!" Poi due scrunc riempio la camel- back e paf paf sono lontano. La
strada sale e diventa sentiero tolgo i bastoncini
dalla chiusura dello zaino li monto salgo e sale il vento, ho sempre solo la maglietta, più salgo il vento si fa forte, mi fermo a mettere il pile ma nel pensarlo tengo duro no fra un po' si
scenderà e farà più caldo. Così è si scende dalla Signe. Iniziano gli alpeggi dove d'inverno sono piste da sci. Il sentiero è corribile, mi trovo davanti una trailer, cerco di passarla sulla six
e tac mette i bastoncini, allora attendo e cerco di passare sulla dx e tac mette i bastoni, riprovo sulla six e di nuovo tacchete li sposta poi ancora e ancora!!!!
Al ché spazientito mi faccio sentire e chiedo il supero, si scusa in spagnolo, ringrazio educatamente e, dopo 10 mt tira un rutto da spavento.. Ssalute! Porco cane che lecca... Paf paf che contro
pendenza, op, saltino, op gira, tornante, altro tornante, paf pak, ancora uno, mamma mia quanti, si fà desiderare Courmayeur!
O' spiana ma quella sagoma nel semi buio la conosco, Danilo dice, ma ciao Diego che bello vederti. Sono qui dalle 5 perché ho sentito Barbara e mi diceva che eri nettamente in anticipo sulla
tabella, sei un tesoro gli rispondo mentre arriviamo al centro Dolonne. Di li, vai li che t'aspetto quando esci, si ciao a dopo. In 10 minuti: cambio maglietta, scrunc, arnica e bevuta. Vedo
Barnes e chiacchiero con un altro italiano, chiudo il sacco parto e cerco Coccia. Pac pac esco è l'alba c'è un pò di gente faccio 2 curve non c'è più nessuno, lo chiamo ad alta voce Cocciaa, non
sarà rimasto su?? Torno a salutarlo? Orco cane, Cocciaa!!! So che! Ah bene sei li, " che peso avrei avuto sullo stomaco a non vederti " Bene, via la frontale il centro del paese è illuminato e
l'alba fa il suo dovere. Diego: gambe? Fiato? fatica? Non so cosa siano "ostento" mi sono allenato come una bestia non posso essere stanco, reggo bene non ascolto altro che l'aria e aspetto
d'arrivare a Chamonix. Oh l'anno scorso ero al Garibaldi a vederti arrivare al N°1 e l'anno dopo l'ho fatta anch'io, l'anno prossimo farò la CCC! La strada lascia il posto al sentiero, ciao io
torno in albergo ci vediamo in Francia, si ciao smach smach. Da qui il percorso lo conosco bene mi sembra d'essere a casa, paf tec tec, vedo arroccato il Rif. Bertone arrivo, bonjour, amooo ma
non siamo in Italia?!? Ah si ciao, o è italiano, esce dal rifugio una signorina: tu veux un par du gateau? si grazie dammi la fetta di torta, scrunc e ciuc " ah scusa ma sei il primo degli
italiani, ma? dite voi.. Ciao alla prossima e, di nuovo escono degli escursionisti bonjour....*ac@#.
Paf, paf, verso il Bonatti il sentiero dei miei sogni: terra compatta, ondulato, corribile a 1800 m di quota e paf fiu, fiu, ascolto il suono dell'impatto della suola con la terra, è un suono
suadente come un Barolo del 97 " anche di un Brunello o anche...." La fatica cos'è?? Certo che ne ho salite di Maddalene con GP d'inverno con la neve sopra la caviglia e quel rumore della suola
pruff pruff nell'ovattato mondo innevato con le tracce del Sus Scrofa. E quella volta di sera al buio con la nebbia sui Brusac che hanno attraversato il sentiero almeno due o tre cinghiali?. Poi
pensieri intimi ( non con GP.. ) Ecco la bandiera del Bonatti arrivo bonjour "santa..... " ristoro. Guarda le Jorasses che belle e il mont Dolent che ghiacciaio una sci alpinistica con i fiocchi.
Sul Grand Col Ferret ci sono delle nuvole sicuramente sono un effetto stau-fonn ci sarà un vento forte, freddo e nella vallata successiva un bel sole, almeno spero.. Ciao ciao saluto al ristoro
di Arnuva mentre inizio la salita al colle, paf ciuc tec tec su dai, ffu paf, è dura e costante raggiungo un trailer supero paf fu, su dai e dove non è ripido di corsa, iniziano i tornanti inizia
la nebbia fa freddo guarda dove metti i piedi, concentrazione e potenza, ffu, che fret, metto il pile? Mah aspetto un attimo, è sempre più freddo allunga il passo che ti scaldi si ma sono già 100
i km.. Dai su concent.. e resistenza via così, toh le gocce di nebbia sulle braccia e sopracciglie. Metto la giacca? No, accelera che ti scaldi. Ora il sentiero va dritto " allora sono al colle,
si. Dalla tenda del servizio esce l'addetto e mi vidima il pettorale " o drossard " vestito da Polo Nord. Bonjour, via verso la Svizzera. Urca vedo il tempo impiegato tra Arnuva - Grand Col
Ferret molto meno dell'anno scorso " ed ero partito da Courmayeur con la CCC". La brina si fa sentire sulle braccia con gocce fredde, il passo corsa le fa cadere. Poi il sole scalda l'aria tra le
nuvole, come sempre concentrazione e resistenza prima di La Peule vedo un'altro luogo dove ci fermammo x un pic-nic. Per arrivarci, qualche settimana prima salendo con la mia famiglia, avevo in
mano un secchiello della sabbia con due palette da gioco dei bambini. Mentre salivamo dalla valle scendevano di corsa dei trailers, li salutavo e speravo nel loro fermarsi per fare delle
chiacchiere sul percorso ma, neanche uno si fermò.. Forse era la vista di paletta e secchiello?
127bpm, finisce la nebbia c'è un bel sole caldo, fra poco sono a La Fouly, 1km prima della zona ristoro asfalto pac pac, poi sulle transenne c'è Davide, ciao è qui smac smac, arriva Marta, entro
nello spazio ristoro solita minestra, scrunc, mi fermo 5 minuti e Barbara mi dice: sei il primo italiano.
Qui il percorso è veloce e fluido, fino a Issert si passa da bucolici paesini a pascoli dove allevano le famose mucche da gara di forza e bellezza " non come credeva Davide: da alta velocità!"
Leggero e veloce su un sentiero magnifico, mi guardo attorno distrazione e, patapatum!! Cappottata bestiale con fermo a pelle di Leopardo. Nel rialzarmi arriva un ragazzo che avevo superato 15'
prima, si ferma chiede come va mi aiuta nel pulirmi dalla polvere. Io: mercì mercì, prego vai pure avanti e mi sposto dal sentiero. Lui: no no, aspetto un attimo che parti e ti vengo
dietro!!
Si risale verso Champex, un bellissimo bosco dove ci sono dei sentieri dedicati a varietà di funghi, ancora due tornanti e, ecco di nuovo i miei due tifosi.... mi fermo 15' la sosta più
lunga.
Ciao via verso il Bovine... l'anno scorso avevo avuto un crollo in questa frazione, ora corro e non cammino.
Continuo a correre come dalla partenza, conc.. e resis..paf. Paf poi, dopo il fiume, la salita dove la montagna ha la dissenteria! Tec paf ffu.. tieni duro potenza e concentrazione.. Inizia il
traverso sull'alpe e si vede il Vallese con Martigny all'inizio. Piccolo ristoro con caffè " si più o meno " ma comunque buono. Via c'è il cancelletto dell'alpeggio e una mucca non ne vuole
sapere di spostarsi dal sentiero, vinco il duello, ora c'è il Portalo e discesa a Trient sto correndo pensando alla prossima salita: il Catogne. Leggera corsa e concentrazione ricordo lo scorso
anno: ma che foto hai sullo zaino? E' un mio amico che un anno fa venne a Chamonix a fare il tifo. Poi se ne è andato sul Macalù, ora lo porto io a Chamonix. Il rumore delle auto del fondo valle
incalza sempre più, ecco la Fourclaz e Davide, Marta, Diego sono li. Non mi fermo: ragazzi non mi fermo ho le gambe che se mi fermo non riparto. Marta mi corre dietro e foto da Barbara. Ci
vediamo a Trient ciao..
Eccoci e, gnam ciuc scrun, via le scarpe cambio in 9" be' poi alé la salita ripida e dura come dicono i francesi: tre red!
Paf tec e ancora tec paf, mamma mia ricordo nel 2007 che legnata mi diede... salgo costante e concentrato, anche qui ci metto meno tempo dell'anno scorso.
I pensieri si portano sulla musica dell'arrivo quel parapappa brrr che pelle d'oca... La discesa a Vallorcine è più dura del solito poi finalmente arrivo ed entro nel tendone. E' esattamente un
giorno che sono in viaggio comincio a sentire la fatica nelle gambe, non vorrei più rialzarmi. Barbara mi apri uno squeezy? Si aspetta ma come si apre? Tira la linguetta, dai faccio io, no
aspetta squiss parte dappertutto e su di me! Piccola bega familiare..
Mi chiudi lo zaino? Si fatto. Ciao parto, non è come dirlo... So che mi mancano solo tre ore e sarò all'arrivo ma non riesco a correre. Fino li, dove non era ripido ho sempre corso, ora anche se
in leggera salita le cosciotte si rifiutano di essere indipendenti. Su avanti dai come mai non correte più? Certo sono stanco. No non è la soluzione, ero stanco anche 10 ore fà. Dopo 15 ore si è
stanchi, se si va avanti è la testa che comanda. Mi viene in mente che dall'inizio pensavo d'arrivare a Vallorcine per essere quasi all'arrivo! Si quasi però e la fibietta dello zaino mi tocca
sulla schiena, che fastidio.. Fortuna, ecco il col de Montet e mia moglie: alzami la cerniera di due dita grazie, metto sulla fronte "che cosa?" Be la frontale. Inizia l'ultima salita acc, sul
sentiero uno splendido esemplare di stambecco. Fortuna non oppone resistenza e su. Paf tec la fatica si mescola con la bellezza del gioco dei piccoli stambecchi che nel arrivargli vicino saltano
in discesa a super velocità tra i cespugli di rododendro. Ci sono anche dei camosci, che bel musetto da cagnolino. Ora c'è un tramonto come ne ho visti pochi, si vede dal gran balcon sud, tutto
il massiccio del Bianco. Dalla guglia di Chardonnet " la mia preferita " poi i Dru, la Verte " Rebuffat : un alpinista non è un alpinista se non è salito sulla Verte!" Poi in fondo alla valle le
Jorasses dal versante nord, la guglia del M, la guglia du midì, il Tacul, Modì, Bianco, il Gouter e si intravede il primo colle, il Vozà. Sò che la tet au Vent è molto impegnativa non arriva mai.
Raggiungo due ragazzi, uno di loro: ci stanno raggiungendo due ragazzi, si ma che te frega arrivare 41esimo o 43esimo? Si mettono dietro a me e teniamo duro, accendiamo la luce e siamo alla testa
al vento. Vidimazione del drosard e non ci resta che scendere dal sentiero più complicato scavalca quel masso e quello dopo, i due ci raggiungono ed inizia una discesa folle!! Ciao ciao andate
pure non ho intenzione di massacrarmi per due posizioni in più o meno... Ecco la flegere piccolo ristoro, poi altra galoppata "ormai.." concentrazione ripeto fino alla fine. Un tornante, poi un
altro, penso a prima della partenza: avrei firmato per il 99° posto in 30 ore mentre sto arrivando 39°assoluto primo italiano in 28 ore. Le radici delle piante escono pericolose a cercare le
punte delle scarpe. La cannuccia della camel esce dalla sede, continuo a sistemarla, la fascia del cardiofrequenzimetro si è allentata e la tiro sistemandola. Grande lotta con: la cannuccia, la
fascia e le radici!!! La cannuccia la piego più volte e la lego! La fascia dopo numerosi tentativi di sistemazione, la stacco con cattiveria e la metto nella tasca esterno dello zaino e, toc tec
toc toc, sbatte contro il bicchiere. Allora infilaci la cuffia! Passo dalla Florià, davanti a me dei de ja vu a base di Orangina. Ora sopra una strada corribile senza "radici" scivoliamo a fondo
valle. E' brutto superare delle persone negli ultimi tre chilometri, ma quando le gambe dopo 27 ore e 50' vanno come una ripetuta da 1km non si può fare nulla. Lo sterrato sta per finire fra poco
ci siamo, raggiungo un trailer, che accelera a tutta, non vuole essere sorpassato e lo capisco bene. Vorrei dirgli: tranquillo tanto a 100m dall'arrivo mi fermerò per arrivare con i miei bimbi
mano nella mano!! Ma la velocità aumenta all'inverosimile, poi la rotonda del campetto da sci, la curva della cave au vin, il ponte sull'Arve, il rettilineo per arrivare alla zona dell'expo.
Sento il Mereghetti che mi chiama: Braghiniii, ciao, curvo e vedo gente sono le 22,30 " non come gli anni passati che arrivavo alle 2 o alle 4 e non c'era una persona all'arrivo!"
Ecco il formaggiaio di fiducia, la curva dell'orologio e, ancora mi sento chiamare nella gente applaudente: è il Turrini da vedetta e Claudio incitante. Non mi restano che gli ultimi 200m ecco i
miei bimbi, mi vengono incontro, Barbara fotografa, li prendo per mano un bacino, rivedo Diego e Benedetta, e via verso gli ultimi metri " scusate la gocciolina li in parte..." Lo striscione ci
viene incontro la gente applaude sempre di più la musica ci avvolge, mi guardo attorno, sono arrivato.
FLAVIO
E' stato veramente un vortice di emozioni. l'atmosfera magica della partenza, le migliaia di persone lungo il percorso fino quasi a notte, le voci, gli incitamenti, gli applausi, le lunghe salite
e le le discese prese un po' troppo allegramente, poi la salita condivisa con Maurizio.L'intoppo del ritiro, mi ha messo nella condizione di seguire chi era rimasto in gara in un modo avvincente e
incalzante, grazie a qualche telefonata, agli aggiornamenti in diretta della mogli che scorazzavano da una valle all'altra ad aspettare i passaggi, agli aggiornamenti in diretta dal sito. Ci siamo
lasciati prendere dall'entusiasmo per l'incredibile progressione in classifica di Danilo (grandissimo!!! veramente grandissimo!!!)dal suo arrivo.
Ma la posizione di ognuno del gruppo era avvincente. Finche è arrivata la domenica, e devo confessare che più di una volta mi sono commosso a veder arrivare i concorrenti in giro da oltre 40 ore, dai
bambinio che affiancavani il papa o la mamma nell'ultimo tratto fin sotto il traguardo, a certe facce sfatte dalla fatica, ma gioiose di avercela fatta. Resto sempre dell'idea che i primi sono dei
campioni, ma gli ultimi, quelli che stanno in giro 2 notti sono gli eroi. Ma il clou è stato all'arrivo del nostro press quando mi è scappato un abbraccio e anche qualche lacrima.
Un ulteriore emozione è stato leggere questi messaggi, come tornare nell'atmosfera magica di quei due giorni. C'è proprio un gran bello spirito di gruppo.
Ribadisco il commento del press al n°71, il TRB è veramente unico.
MICHELE
UTMB, una gara, un viaggio nella mecca dell'Ultra Trail.
Penso che ogni trailer nell'arco della sua vita sportiva desideri correre alla UTMB, così è stato anche per me.
UTMB non è solo una sigla, è per antonomasia la sigla che identifica una corsa dura, che coinvolge tre stati, Francia-Italia-Svizzera, che supera 166 km di sviluppo, che sale 9600 m e scende 9600,
che fa ridere, che fa sudare, che fa sognare, che fa vedere cose che non esistono nella realtà.
Ecco la UTMB mi ha incuriosito da quando nel 2006 ho iniziato a percorrere i primi percorsi trail.
L'avvicinamento è stato lungo ma nella testa frullava sempre quella sigla.
Per poterla fare è necessario un buon curricula sportivo che nel tempo, LentaMente, si è creato.
Ecco che nel 2007 mi iscrivo al Cromagnon e tento di iscrivermi senza successo alla CCC. Come sappiamo il Cro 2007 è stato sospeso e quindi nell'anno 2007 nessuna ultra entra nel curricola. Forse è
un segno del destino che mi avvisa di non essere ancora pronto.
Il destino è però favorevole nel 2008 dato che riesco a concludere sia il Cromagnon che la CCC ed a ottobre ci sta pure la prima edizione del Rensen.
Il curricola si fa più corposo ed i punti accumulati consentono l'iscrizione alla UTMB. Resta solo da superare la lotteria dell'iscrizione.
A gennaio 2009 la conferma. Ora sono iscritto alla UTMB.
Resta solo da allenarsi e così con amici del TRB iniziamo un'intensa stagione di allenamenti e gare.
Concludo le Porte di Pietra, la TCE, La Lavaredo, Trofeo Ravasio e sempre con gli amici effettuiamo numerosi TA percorsi anche di notte.
I km percorsi ed i dislivelli superati sono veramente tanti, saranno sufficienti......
Arriva il 28 agosto, sono in piazza di Chamonix, fra poco i dubbi se ne andranno e lasceranno il posto alla concentrazione ed alla voglia di correre.
L'attesa nella piazza di Cham è "scanzonata" ed allegra ma sui visi si vede la tensione dell'evento. Se potesse uscire miss Adrenalina, scorrerebbe a fiumi.
Finalmente lo start, prima al passo e poi di corsa fra due ali di folla urlante e gioiosa ed io sono li sono uno dei partecipanti della UTMB che si lascia trascinare da quel fiume di trailer in
piena.
Il viaggio è cominciato. Foto, video, scherzi fra compagni e così macino i primi 50 km senza particolari problemi. Si passano i controlli di Saint Gervais, Les Contamines, La Balme Les
Chapieux.
Al colle de La Seigne pioviggina, c'è nebbia, c'è vento e sono zuppo di sudore per la forte umidità, mi fermo un attimo e mi cambio nella tenda. Ora sto decisamente meglio e cautamente scendo verso
il punto di controllo di Lac Combal che inizia ad albeggiare. La prima alba con una vista favolosa sul massiccio Monte Bianco.
Al ristoro mi bevo il solito brodo - alimento principe di tutto il viaggio - e riparto percorrendo l'alta val Veny e poi su, di nuovo su verso Monte Favre - altro balcone spettacolare, di fronte ho
il ghiacciaio della Brenva e sembra di toccarlo.
Inizia ora il primo calvario della interminabile discesa verso Courmayeur, ripida, bella ma interminabile ed il tendine inizia sx a far male. La cammino praticamente tutta e finalmente arrivo al
centro Dolonne.
Pausa, cambio indumenti, mangiata, bevuta, lavata spiccia e riparto con Alberto alla volta del Bertone. Siamo ripartiti da poco e troviamo Flavio che sconsolato rientra, ha deciso di ritirarsi
(Flavio che si ritira??? Ma in che film), cerchiamo di dissuaderlo della decisione ma è irremovibile. Mi spiace molto perché so la preparazione che ha fatto. Io e Alby proseguiamo e infiliamo
Bertone, Bonatti, Arnuva, sempre con il fiato del Mangia alle costole, saliamo il Col Ferret con forte vento e finamlmente il Mangia si aggrega a noi. Passato il Colle inizia un'altra lunga ed
interminabile discesa verso la Fouly in territorio svizzero.
Il tendine va sempre peggio, mi obbliga a camminare e appena arrivo al controllo mi infilo in infermeria accolto da brave fanciulle che accudiscono il tendine con una fasciatura che impedisce la
totale escursione e questo mi rassicura. Alby invece si fa massaggiare perché ha qualche contrattura ai polpaggi. Mangiato, bevuto e via ora non resta che raggiungere Champex Lac. Arrivo con Alby
alle 23.13 dopo 28h 43m di gara (il primo è arrivato già da 7 ore). Sto bene, non ho sonno ma Alberto è cotto, bianco e tremante gli ORDINO di cambiarsi di bere il brodo e ci fermiamo per una pausa,
farà bene anche a me dopotutto.
Ripartiamo ed ora ci attende la mitica salita alla Bovine, sono nel pieno della seconda notte, le energie ci sono ed in salita tutto ok. Il bendaggio tiene e pure la testa va forte e non sento la
stanchezza che invece mi raggiungerà a Trient con un lieve malessere e sintomi di vomito. Decido di fermarmi per rifare il bendaggio e nel tempo della fasciatura mi addormento sul lettino - è uno
strano sonno, dormo ma sento tutto ed obbedisco ai comandi dell'infermiere - e dopo 15 minuti gù dalle brande fasciatura finisch (l'avesse fatta bene almeno).
Giunge la seconda alba durante la salita a Catogne, nel bosco di larici con la brina a terra (ma lo zero non doveva essere a 4000??) ed i pensieri ormai sono già a Cham ma ci vorranno ancora un sacco
di ore per arrivarci.
Avanti comunque. Nuovo controllo a Vallorcine e nuovo ribendaggio multiplo (ho l'expo dei bendaggi sulle gambe), brodino e via per l'ultima salita della giornata alla impegnativa Tête aux Vents che
comunque salgo di lena e senza particolari problemi anzi gambe, fiato e testa vanno a 1000, sarà che sento l'aria diCham sempre più vicina?? Di sicuro.
Il traverso che segue per la Flegere è interminabile ma allietato dal panorama che ci circonda. Sotto un sole cocente nonostante la quota io e Alby avanziamo, finisce l'acqua prima del previsto e
guardiamo sempre la Flegere per rifornirci. Ecco siamo arrivati, grande bevuta mangiamo una bustina di anacardi e giù per la discesa verso la fine del viaggio. Ma quanto è lunga sto discesa?? Bho la
fenes mai e se la fai camminando è interminabile.
Giù, giù, ancora giù ed ecco finalmente le prime case, Silvio che ci viene incontro e percorre con noi gli ultimi due km, poi la gente, le grida, vedo Mauri, Nadia, Diego, Ercole e Lisa che si
mettono di traverso alla strada e ci abbracciano, ancora gente, batti 5, batti 5, batti 5, un moscerino nell'occhio, batti 5 la mano di Alby, un altro moscerino, alziamo le mani e ..... sono arrivato
sono un finischer della UTMB, sono felice, non capisco più nulla, sorrido, piango abbraccio Flavio e anche lui è commosso, mi siedo e piango, piango piango come mai fatto. SONO FELICE. Chiamo mia
moglie e gli grido piangendo la mia felicità.
Ed ora con la calma del dopo, scopro che sul blog del TRB io e Alby alias Romeo e Giulietta alias Cip & Ciop abbiamo tenuto col fiato i nostri amici che ci seguivano da casa. Che dire ho scoperto la vera virtù dei soci del TRB che ho il grande onore di presiedere. Ed è di nuovo emozione. Grazie a tutti ma soprattutto grazie a mia moglie e mio figlio che hanno supportato e sopportato un Michele che ha vagabondato per nove mesi tra monti e valli.
Grazie di cuore.
video Michele
Trail Running Brescia






STEFANO (martedì, 17 novembre 2009 16:37)
leggere i vostri racconti fa bene...al cuore complimenti a tutti!!!
michele (giovedì, 05 novembre 2009 22:51)
bravo Danilo. E' stato lungo leggere il racconto ma avvincente. Bravi amche i tuoi assistenti di corsa, segno che la prestazione era stata ben programmata ed attesa.
Ancora complimenti, arrivare 2 italien e 39° assoluto alla UTMB è stata una grande impresa.
Ciao
Michele (mercoledì, 16 settembre 2009 21:09)
Caspita, ecco il segreto del successo di Danilo!! Con un'assistente come Barbara ai pit-stop dei ristori che ti rincuorava e ti dava iniezioni di fiducia insieme ai tuoi pargoli. ENERGIA VITALE!!!!!.
Complimenti per la squadra.
PS a questo punto mi viene il dubbio che abbia fatto più fatica tua moglie a fare la UTMB-supporto.
A presto e complimenti per il racconto
BradipoMissile (martedì, 15 settembre 2009 10:06)
Ciao Barbara, cavoli ma quanto vi siete sbattuti!!!
Molto bello e divertente il tuo racconto, ma ti posso dare un consiglio per rendere pan per focaccia al buon Danilo? L'anno prossimo iscriviti tu alla gara e fai fare a lui l'assistenza sul percorso... Ihihih
Barbara (lunedì, 14 settembre 2009 23:11)
Notte bianca 2009
Parlate sempre delle mogli ma, cosa ne pensa una moglie delle vostre corse? Ora parlo io!!
Sabato 28 agosto 2008 h. 8.00 mercato di Chamonix,dopo la CCC pensavo fosse finita invece iniziava tutto....
In quel momento, Danilo , pensava di riscriversi alla stessa corsa per migliorarsi alche' io Barbara moglie di Danilo insistetti perchè si iscrivesse alla corsa "VERA quella che porta il braccialetto rosso". Mi sono fregata con le mie stesse mani! Iniziano gli allenamenti intensi non solo di giorno ma anche di notte...(cosi dice) p.s.
pure la notte di ferragosto! E cosi dopo km e km, ore e ore, dislivello e dislivello siamo giunti a Chamonix.
E qui iniziano i dettagli:
ricerca delle scarpe, il vestiario e l'alleggerimento di o,o5 gr dello zaino (poteva evitare di mangiare il gnocco fritto!), ma il bello doveva ancora arrivare.
Dopo l'ultima notte d'allenamento, di prove generali, con l'amico francese e i loro 60 kilometrini, il giorno dopo non dice nulla è sofferente mette continuamente il ghiaccio tra caviglia e gamba destra ma tace.Il giorno seguente bella giornata ma preferisce stare in casa e tace... Dopo due giorni ancora tace e il 28 agosto s'avvicina.
Finalmente al quarto giorno torna il sereno lamenta solo un fastidio al tibiale destro e percorre un'altra strada oltre quella del divano-sedia. In quei giorni ero terrorizzata "mio Dio se non può correre mi aspetta un altro anno così...?"
Si avvicina la corsa, arrivano gli amici e la compagnia si allarga insieme all'angoscia che l'attivazione del servizio SMS che consente di sapere dove sono i concorrenti non arriva.
Due ore prima della partenza come consigliato dagli amici lo portiamo, io e due piccoli tifosi di 8 e 6 anni con cui seguirò la corsa notte e giorno, in piazza triangle del amitè dove alle 18.30 ci sarà il via.
In compagnia di un altra moglie con relativi figli siamo sulla partenza al conto alla rovescia 10 9 ... 3 2 1 via partiti "SPETTACOLARE". E via anche noi di corsa a prendere l'auto per seguirli a les Houches coda parcheggio lontano "dai bambini correte su veloci se no non li vediamo" li vediamo passare e via di nuovo verso Saint Gervais, qui non riusciamo a parcheggiare dopo aver fatto 5 km di coda! Allora ci dirigiamo verso Les Contamines e sosta sul tracciato in un boschetto al buio e senza torcia...passano i primi e li riconosciamo poi cala il buio totale ed iniziano i richiami, Danilo sei tu? Roberto sei tu? papà? poi finalmente qualcuno passa. E via di corsa a Notre Dame de la Gorge qui cerchiamo un lampione gli occhi s'incrociano e ripassano belli sorridenti all'inizio della prima notte e noi siamo pronti a tornare a casa, dopo due ore di coda in auto prima di arrivarci. Inizia la notte i bambini finalmente li ho infilati nel letto e il miocellulare fuma un messaggio dietro l'altro senza farmi chiudere occhio. Danilo alle 6 di mattina arriva a Courmayeur vengo avvisata da Diego che lo accompagna per un tratto messaggiandomi che è in splendida forma e felice. Non faccio in tempo ad addormentarmi che suona la sveglia e via partenza destinazione la Fouly e tutto di corsa se no rischiamo che sia già passato visto il netto anticipo sulla tabella di marcia. Dopo averlo visto passare e aspettando roberto,chiacchierando con la mia compagna di viaggio Monica, speriamo che finiscano in modo che l'anno prossimo (anche se è bello) sia finita!! Purtroppo devo salutarla e dirigermi a Champex-Lac anche qui come prima e prima ancora via di corsa zaini e bambini pronti via e si aggiungono altri amici per la parte finale. Poi altri sms Bovine e poi lo vediamo al col de Forclaz ed a Trient dove sembro un meccanico Ferrari al cambio scarpe! Riparte, durante un caffè: sms Catogne allora abbandoniamo la confederazione elvetica e ritoniamo in Francia: arriva a Vallorcine i bambini gli vanno incontro e qui il passo mi sembra un pò più legnoso, durante il ristoro mi chiede di aprirgli un gel, a fatica lo apro schizzando da tutte le parti momenti concitati manca poco il nervosismo si fà sentire e lo mando a quel paese. Riparte, gli chiudo lo zaino non una volta bensi due la cerniera era 3 cm oltre dove la vuole. Mezz'ora dopo Col de Montèt altri sauti ci vediamo all'arrivo, gli gridiamo, ormai è l'ultima tappa. Via a Chamonix e, dopo esserci divisi la piazza, con gli amici, a mò di vedette lombarde uno urla è qui! I bambini quest'anno finalmente ancora svegli, gli vanno incontro per accompagnarlo nell'emozione finale del traguardo. Ovviamente ero anche la fotografa ufficiale scatto e riscatto.
Finalmente è finita, sii è arrivato è un Finiscer! Mi rivedo gli sguardi di amiche e parenti quando dicevo che era ad allenarsi ed era partito la sera del giorno prima. Così credevo sic, il risultato lo fà propendere a riscriversi per l'anno prossimo...... Ricominciamo tutto da capo!!
Barbara.
tite (mercoledì, 09 settembre 2009 21:44)
già col pensiero sono stata con voi (alle 18:30 di ven.vi ho pensato partenti mentre io correvo da ore e vi..aprivo la pista; il sabato, una volta arrivata dalla CCC mi sono attaccata al sito per seguire i passaggi), ma dopo il racconto di Michele e la telecronaca in cui scopro che, gentili, seguivate anche me, una semplice insegnante di yoga (:), SONO CON VOI, GRANDE TRB... che , sono certa , presto varcherà i propri confini lombardi e sfonderà in territorio veneto (stay tuned...)
tite (domenica, 06 settembre 2009 11:40)
il video della CCC dell'inglese è divertente soprattutto nella parte notturna. Ma i reportage di Michele sono molto meglio!