sab

25

apr

2009

Fenera ultra trail

Dopo un lungo silenzio torno all' amato blog.
Ne son passati di giorni, km, m. di d+, esperienze meravigliose (ta del Pizzocolo, il Cimento della Maddalena, la Sky di Gandino a Paquetta, etc. etc.) e soprattutto di giorni ed ore spese in ufficio, comunque sia ri-eccoci qua.
Ieri come detto ho chiuso la mia prima gara sopra i 42km.
Un traguardo che davvero pareva impensabile e che lascia ben sperare per il prossimo impegno di rilievo (oramai le 20 km le "snobbo", garette.....;)) il Gran Raid delle Prealpi Trevigiane.
So solo che si tratta di ca. 70 km da Segusino a Vittorio Veneto.
Il dislivello non lo voglio nemmeno sapere....
Bella esperienza ieri, meravigliosa: il tracciato come previsto non ha offerto particolari emozioni dal punto di vista panoramico, dopotutto ci trovavamo in ambiente di bassa montagna, quindi pareva di stare sull' amata Maddalena (anzi, sarò campanilista, ma a me la Maddalena pare pure più bella).
Quel che è meraviglioso è l' ambiente che si è venuto a creare con le persone che da conoscenti si sono piano piano trasformate in amicizie, stretti dalla condivisione di una grande, enorme passione, la corsa in natura e soprattutto la fatica, che tutti noi conosciamo benissimo ed in fondo amiamo, oramai indissolubile parte di noi.
Tracciato dunque inizialmente molto veloce, arrivo ai 42 km in circa 5h e mezzo, illudendomi per un attimo di poter arrivare sulle 7h45.
Dal 42/43° km è iniziata la vera sofferenza, con il famigerato "muro del pianto": bel salitone tosto ed impegnativo con uno sviluppo di 400 m. circa di dislivello positivo che non presenterebbe particolari difficoltà non fosse per il dettaglio di arrivarci dopo quasi sei ore ed una maratona (e 1.500m d+) nelle gambe.
Ancora una volta mi sono convinto di come più la distanza si allunghi più la componente "testa" prevalga su quella "fisico": mi sono messo lì, passo cadenzato, occhio al frequenzimetro, attendo a non superare 155/160 bpm, e su andare.
Il fatto che dietro si sia fatto il vuoto è stata la migliore attestazione del fatto che il passo era buono.
Bello il discesone finale, e da "carogne" l' ultimissimo tratto, con ancora diverse salite e salitelle, anche impegnative, tra cui una scalinata di 150 scalini oramai arrivati in paese a Maggiora, che tutti, anche i primi, ricorderanno di sicuro....
Chiudo in 8h08m, credo 70/80° su 190 partenti circa, a 10 minuti circa da Roberto "Fluido" Beretta, mio personale riferimento (davvero fortissimo il ragazzo, si è messo a macinare km e dislivello con una regolarità impressionante, ed i risultati si vedono eccome) per stabilire se si sia trattato di una prestazione più o meno buona.

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